Pasqua 2020 dal Burundi

Ascolto, con cuore nella fede  convinta, che Cristo davvero ha vinto la morte vivendola fino in fondo.

Di P. Modesto Todeschi, Burundi.

 

Bujumbura, Pasqua 2020.

Carissimi Amici e benefattori,

Vi avevo mandato delle lettere di ringraziamento e notizie, ma non sono arrivate, dato che gli aerei sono fermi causa “covid-19”. Menomale che ci sono altri mezzi, ma non per le persone più umili o anziane.

L’anno scorso mi dicevo contento “come una Pasqua” per come avevo vissuto intensamente la gioia missionaria di celebrare la risurrezione qui in Burundi. Ma stavolta non posso dire altrettanto. In realtà, ci sono altre notizie e motivi di fiducia e di speranza che voglio comunicarvi:

  • Prima caratteristica è di poter ancora celebrare con chiese piene e colme di gente che prega, ascolta e canta con un entusiasmo commovente. Tutto normale e straordinario nello stesso tempo. Ore ed ore di catechesi e confessioni per tre settimane nelle diverse cappelle in preparazione appunto alla Pasqua del Signore.
  • Ora per la veglia pasquale i 745 battesimi di giovanetti di 5° e 6° primaria e di adulti. Ma divisi in 5 chiese più capienti fra le dieci della Missione. Io ho impartito 115 battesimi. Tre ore e mezzo di veglia pasquale. Le candele dell’Exultet con il sole non rendevano bene…

Ma  per il Sanctus e l’elevazione, era ormai notte, sono state motivo di gioia.

  • Mia sorella Pierina e Fabio sacrestano sordomuto, ma bravissimo, della chiesa di Montesover mi hanno telefonato che mancando la messa da un mese, hanno almeno suonato, oggi per la Pasqua,  tutte le 6 campane ed hanno suscitato la commozione  di tanti e anche la mia,  a distanza.
  • Qui si parla non poco, anche se meno che da voi, del mostro invisibile e terribile. Per il momento ci si accontenta di lavarsi bene le mani il più possibile, di non salutarsi dando la mano. Ma le distanze di 2 metri certo non sono possibili con le folle di cui prima. Ma si spera e si prega. A livello di governo stanno facendo qualcosa… Ma fa impressione il fatto che in Ruanda e nel Congo RDC che è 90 volte più grande del Burundi, hanno da settimane chiuso scuole e chiese.. Qui si è parlato di solo tre contagiati, sotto controllo.
  • Fra tre giorni un aereo speciale partirà dal Burundi, scalo in Ruanda, in Uganda, in Kenia e Etiopia per portare in patria gli italiani che vogliono rientrare. Anche a noi hanno fatto sapere che potevamo unirci. Ma tutti, chiaramente d’accordo con la voce che ci ha chiamati qui, abbiamo scelto di restare, come nelle altre volte con la guerra, i genocidi.
  • Il nostro Vescovo Gervais, dopo la Messa degli oli sacri, a tavola con 160 sacerdoti presenti, ci ha chiaramente chiesto se saremo disponibili… ad essere vicini a chi soffre con le debite prudenze e precauzioni possibili. Il papa Francesco ha ricordato ancora dall’inizio che non possiamo essere dei “Don Abbondio”… Ricordateci. Comunque vada, abbiamo già a Parma e altrove 20 missionari che, più o meno anziani, hanno aperto la strada (quattro di loro, P. Pierino Zoni, P. Pino Tavera, Fratel Lucio Gregato e P. Tomé Ernesto, morto il venerdì santo, erano stati missionari in Burundi. Ma se possiamo “cavarcela”, sarà bello ritrovarsi e raccontarci.
  • Da non dimenticare che qui la gente è abituata a tante prove e guerre, non drammatizza troppo, e le folle di bambini per le strade a giocare fanno dimenticare “i pensieri cattivi”.

Concludo ringraziando della vostra amicizia. Ascolto, con cuore nella fede  convinta, che Cristo davvero ha vinto la morte vivendola fino in fondo.

Un abbraccio.

P. Modesto.

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